Troppa acqua fa male al cephalotus?

h.lividum
00sabato 17 marzo 2012 10:15
Ciao a tutti

Era da un po' che cercavo una foto per aprire questa discussione e finalmente dopo un po' ho trovato esattamente ciò che cercavo...
In aiuto mi è venuto triffid nursery in uno dei report presenti sul loro sito...
La foto è la seguente

Personalmente io ho una mia idea, e non a caso i miei cephalotus li coltivo in idrovaso...
Ma che ne pensate?

Mi piacerebbe aprire un bel dibattito sull'argomento "acqua"

Alvise
Kahnnibale
00sabato 17 marzo 2012 12:09
Caro Alvise, la discussione sembra interessante.
Da parte mia, sulla base della mia scarsissima esperienza, posso cominciare col dire che a me sono tutti schiattati probabilmente per eccesso d'acqua nel mese di settembre/ottobre.
Fino ad allora li avevo tenuti "a stecchetto" e stavano benissimo...
ottogatti
00sabato 17 marzo 2012 17:38
Ciao..
Secondo me se la ventilazione è ottimale e il substrato è vivo il Cephalotus può star bene anche con grandi quantità d'acqua,se al contrario l'aria è "ferma" e il substrato è costituito solo da torba/perlite la probabilità di insorgenza di malattie (leggi Muffe varie )è molto alta
Se poi a questo aggiungiamo anche la poca (quasi nulla) alimentazione abbiamo come risultato una pianta a rischio ..

Spero di esser stato (abbastanza) chiaro
ciuchino.
00sabato 17 marzo 2012 18:25
Re:
Kahnnibale, 17/03/2012 12.09:

Caro Alvise, la discussione sembra interessante.
Da parte mia, sulla base della mia scarsissima esperienza, posso cominciare col dire che a me sono tutti schiattati probabilmente per eccesso d'acqua ...



Quoto.
Aggiungo che la foto non dimostra che quella colonia di Cephalotus stia a mollo per settimane o mesi.
Però se le tue esperienze di coltivazione (Alvise) vanno a braccetto con quella foto....allora sì che c'è da dibattere e sperimentare.. [SM=x349153]



theflame
00sabato 17 marzo 2012 18:54
anche io a dir la verità tengo l'acqua ad un livello abbastanza alto, però a dir la verità quest'inverno l'ho tenuto al secco, tanto al secco che si è seccava lo sfagno, ma ora con la ripresa vegetativa è partito a meraviglia, e pian piano sto alzando anche il livello di acqua!
h.lividum
00sabato 17 marzo 2012 19:58
Questa condizione di allagamento in natura si presenta per periodi che possono variare da qualche settimana fino ad arrivare a un paio di mesi, c'è da aggiungere anche che elevate condizioni di apporto idrico si presentano anche nelle popolazioni adiacenti alla costa dove il substrato sfoga l'acqua in arrivo dalle piogge dell'entroterra.
Non so se vi è mai capitato di notare in alcune foto il substrato che addirittura sembra melmoso ne quale il cephalotus cresce in alcune zone. (chi ha i libri di Stewart McPherson potrà darci un occhio al volo)
Sarebbe interessante discutere la relazione tra apporto idrico e tipo di substrato utilizzato così da capire dalle varie esperienze quale può essere il "dosaggio giusto" a seconda del terreno in cui cresciamo i nostri cephalotus.

Alvise
-Nico91
00domenica 18 marzo 2012 02:28
Ciao Alvise,
dopo tanti anni di coltivazione, non ho ancora capito bene come "funziona" Cephalotus follicularis.
ho letto tantissimi articoli anche sul forum inglese, dove l'ho visto crescere in wood pulp e altri substrati diversi, chi torba e perlite, chi torba solamente, in cocco, in bark e torba, in sabbia di quarzo e torba, chi torba perlite e sfagno vivo, chi solo sfagno vivo, chi solamente in sfagno secco reidratato, chi utilizza la cenere... è una pianta davvero strana.
ho ricevuto in regalo un piccolo Cephalotus follicularis 'Hummer's Giant' e lo sto tenendo in sfagno secco reidratato, per quanto riguarda l'irrigazione è sempre e costantemente con un paio di centimetri d'acqua e sta crescendo bene, fa ascidi e foglie in quantità. gli altri che ho avuto purtroppo uno se l'è portato la grandine e gli altri due l'oidio, nonostante abbia messo zolfo e gli abbia garantito sole e ventilazione a sufficienza.
credo che bisogni adottare una sola via per coltivarli, senza cambiare radicalmente condizioni, o li coltiviamo con sottovaso costante o li irrighiamo dando acqua secondo un regolare ciclo giornaliero.
Fino ad ora, è la pianta più suscettibile che abbia mai coltivato, le basta anche essere spostata di poco e cambiare i parametri che lentamente si blocca.
per quanto riguarda l'acqua poi, c'è chi usa acqua di rubinetto(come so che è il tuo caso) e chi acqua "buona" e vedo piante belle in entrambi i casi.
egiziano.
00domenica 18 marzo 2012 11:00
Argomento interessante.
Io credo che tutto dipenda dal rapporto altezza vaso, e sottovaso.So che il cepha. allunga o meno le radici, per cercare l'acqua,quindi dipende da noi, come farlo crescere e come allungare le sue radici.Io mi sono sempre trovato bene,con vasi alti,e 3 0 4 cm di acqua,aspetto che evapora,e 2 giorni asciutto.Per vedere le sue condizioni con maggiore acqua,bisognerebbe rischiare qualche pianta,e sperimentare.Ma sarei ottimista,visto la grande adeguatezza della pianta,se fatto tutto gradualmente,si potrebbe ottenere tutto e di più, fino a tenerlo allagato per mesi,ma sempre molto arieggiato (all'esterno).Credo che ci sia molto da sfatare,che il cepha. è delicato,ogni 2 o 3 anni lo divido lo taglio, spezzo le parti lignificate,e le talee crescono come funghi.Sono convinto che non sono più solo fortunato,ma se fatto bene,si ottiene tutto con questa pianta.
Egiziano.
cefa@
00domenica 18 marzo 2012 12:23
E' davvero un argomento che andrebbe approfondito molto... il Cephalotus è una pianta molto controversa sotto tanti punti di vista... lo è stata dal punto di vista della nomenclatura e classificazione, dal punto di vista genetico, ed ancora oggi lo è sotto il punto di vista della coltivazione. Anche io l'avevo vista questa foto su Triffid Park e qualche dubbio me l'ha dato. A dir la verità credo anch'io che forse quella situazione possa essere stata causata da un ingrossamento di un ruscello lì vicino o da un acquazzone; ricordo che in altre foto del field trip viene mostrata una giornata nuvolosa... . Comunque, va ricordato che la natura ha sempre la giusta misura ed il giusto metro e può fare cose che in coltivazione possono risultare difficili. [SM=x349151]
AlessandroCobru
00domenica 18 marzo 2012 13:33
Non va dimenticato che il Cephalotus nella foto ha un ambiente "batterico" e "micotico" (non so se si puo' esprimere cosi) diverso da quello che abbiamo nelle nostre zone, magari si scopre che in quelle zone non esiste addirittura l'oidio.
Per quanto riguarda l'acqua, credo che non sia in sè un problema; il problema sta nell'equilibrio instaurato tra pianta, batteri e altri fattori che fanno in modo che la pianta & co possano vivere senza alcun problema.
Inoltre è molto plausibile che alcune infezioni che qui esistono, là non se ne vedano neanche l'ombra e viceversa. Ad avvalorare questa tesi è che l'australia è un'isola.
Sottolineo che le mie sono pure supposizioni su come credo vadano le cose.

Come già detto da altri utenti, solo il fatto di non aver il ricircolo dell'acqua, cosa che avviene in natura, è un difetto mica da poco.
La maggior parte dei coltivatori riempiono il sottovaso, oppure innaffiano da sopra pur mantenendo l'acqua di "scolo" nel sottovaso che verrà inevitabilmente riassorbita dalla torba. Secondo me è importante agire anche sul "lavaggio" della torba: permettere al substrato di essere attraversato da acqua, l'acqua in eccesso (per esperienza mia dopo qualche mese che non lo facevo)è di un colore marrone abbastanza marcato che scarto.
Magari non serve a nulla ma la mia idea è quella di sciacquare la torba evitando il degrado della torba e l'insorgere di malattie.
cefa@
00domenica 18 marzo 2012 13:58
AlessandroCobru, 18/03/2012 13.33:

Non va dimenticato che il Cephalotus nella foto ha un ambiente "batterico" e "micotico" (non so se si puo' esprimere cosi) diverso da quello che abbiamo nelle nostre zone, magari si scopre che in quelle zone non esiste addirittura l'oidio.
Per quanto riguarda l'acqua, credo che non sia in sè un problema; il problema sta nell'equilibrio instaurato tra pianta, batteri e altri fattori che fanno in modo che la pianta & co possano vivere senza alcun problema.
Inoltre è molto plausibile che alcune infezioni che qui esistono, là non se ne vedano neanche l'ombra e viceversa. Ad avvalorare questa tesi è che l'australia è un'isola.
Sottolineo che le mie sono pure supposizioni su come credo vadano le cose.

Come già detto da altri utenti, solo il fatto di non aver il ricircolo dell'acqua, cosa che avviene in natura, è un difetto mica da poco.
La maggior parte dei coltivatori riempiono il sottovaso, oppure innaffiano da sopra pur mantenendo l'acqua di "scolo" nel sottovaso che verrà inevitabilmente riassorbita dalla torba. Secondo me è importante agire anche sul "lavaggio" della torba: permettere al substrato di essere attraversato da acqua, l'acqua in eccesso (per esperienza mia dopo qualche mese che non lo facevo)è di un colore marrone abbastanza marcato che scarto.
Magari non serve a nulla ma la mia idea è quella di sciacquare la torba evitando il degrado della torba e l'insorgere di malattie.


Si sono d'accordo [SM=x349153]
h.lividum
00domenica 18 marzo 2012 14:07
E qui la cosa si fa interessante...
Infatti se andiamo a spulciare il libro di Colin H.Clayton "cephalotus follicularis legend, myths and facts" troviamo due foto curiose:





(i diritti delle immagini sono dei rispettivi autori e fanno parte del libro succitato)

Come potete notare non è una condizione anomala riguardante solo quella foto, ma una condizione ambientale diffusa e ben precisa.
Ovviamente viene specificato che riprodurla in coltivazione è quasi impossibile, ma questo a noi interessa relativamente, quello che interessa a noi è il rivisitare un metodo coltivativo che fino ad ora ci ha portati a limitare il rapporto della pianta con l'acqua, e siccome credo che il segreto per avere belle piante (almeno questo è ciò che penso io) sia di riprodurre al meglio le condizioni che ha in natura, in maniera da sfruttare tutto il potenziale della pianta,credo che sia tempo che vengano sfatati alcuni miti...

Alvise

PS riguardo il riciclo dell'acqua basterebbe usare un semplice filtro per acquari con una pompa on troppo potente, e sia riciclo che moto sarebbero risolti ;)
AlessandroCobru
00domenica 18 marzo 2012 14:19
Re:
h.lividum, 18/03/2012 14.07:



PS riguardo il riciclo dell'acqua basterebbe usare un semplice filtro per acquari con una pompa on troppo potente, e sia riciclo che moto sarebbero risolti ;)




Assolutamente si
cefa@
00domenica 18 marzo 2012 14:34
Il problema sta nei rapporti flora-fauna (batterica e micotica) dell'ambiente... probabilmente gli organismi che vivono lì instaurano un rapporto simbiontico con la pianta tale da non attaccarla.
AlessandroCobru
00domenica 18 marzo 2012 16:38
Re:
cefa@, 18/03/2012 14.34:

Il problema sta nei rapporti flora-fauna (batterica e micotica) dell'ambiente... probabilmente gli organismi che vivono lì instaurano un rapporto simbiontico con la pianta tale da non attaccarla.




Esatto, che è proprio la cosa che si cerca di fare con il trichoderma pero' non ho esperienza a riguardo e quindi non so neanche il grado di protezione che da, rimane pur sempre il problema dell'oidio. Quello c'è e non si scappa, quindi il timore di allagare il cephalotus c'è sempre.
h.lividum
00domenica 18 marzo 2012 17:08
Bene bene, la discussione si fa interessante...
Se facciamo un punto rapido, vediamo che alla fine dei conti noi annaffiamo poco per paura di far marcire tutto, ciò dipende dal fatto che anche la torba marcisce e che nonostante si usino espedienti validi come trichoderma e perlite alla fine non si riesce a trovare una soluzione...
A questo punto riassumendo sappiamo che:

1- il cephalotus sopporta livelli idrici superiori a quelli che mediamente forniamo
2- che evidentemente in natura (secondo me anche in coltivazione) è resistente a un gran numero di patologie

Se ne deduce che se la pianta non ha problemi a sopportare l'acqua, evidentemente il problema sta nel substrato.
Avete mai provato a guardare bene (dalle foto che si possono trovare sia in rete che sui libri) l'aspetto del substrato in natura?
Se si cosa avete notato? (a parte che non c'è perlite :P)

Alvise
cefa@
00domenica 18 marzo 2012 20:05
h.lividum, 18/03/2012 17.08:

Bene bene, la discussione si fa interessante...
Se facciamo un punto rapido, vediamo che alla fine dei conti noi annaffiamo poco per paura di far marcire tutto, ciò dipende dal fatto che anche la torba marcisce e che nonostante si usino espedienti validi come trichoderma e perlite alla fine non si riesce a trovare una soluzione...
A questo punto riassumendo sappiamo che:

1- il cephalotus sopporta livelli idrici superiori a quelli che mediamente forniamo
2- che evidentemente in natura (secondo me anche in coltivazione) è resistente a un gran numero di patologie

Se ne deduce che se la pianta non ha problemi a sopportare l'acqua, evidentemente il problema sta nel substrato.
Avete mai provato a guardare bene (dalle foto che si possono trovare sia in rete che sui libri) l'aspetto del substrato in natura?
Se si cosa avete notato? (a parte che non c'è perlite :P)

Alvise


Questa discussione si fa sempre più interessante [SM=x349172] ... Beh, la perlite credo sia difficile trovarla un po' dappertutto in natura... in coltivazione la si usa perchè è leggera, costa poco, ed ha la funzione che in natura è svolta da ghiaia, sabbia e, a mio avviso , anche dalle radici di altre piante, che drenano il terreno.Parlando sempre dell'ambiente naturale, come diceva qualcuno, forse l'oidio la non esiste... pensiamo un po' ai parassiti delle querce che, arrivati qui da noi dalla Cina, le stanno decimando. Permane inoltre il fatto che, essendo l'Australia un isola (ed un isola MOOOLTO particolare, dalla flora alla fauna ed a chi ci abita [SM=x349178]) li un po' tutto si è evoluto in un modo a parte.
LucaFranzoni
00venerdì 23 marzo 2012 18:30
Penso che l'imposrtante sia il ricircolo di aria...
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